Analisi bioenergetica. Che cosa è? A cosa serve?


La parola “bioenergetica” rimanda ad un primo impatto a teorie orientali che si basano sull’energia dei chakra, come lo yoga e l’ayurvedica, ma a differenza di esse la bioenergetica è una scienza e si caratterizza per il suo rapporto di dialogo con le discipline neuro-scientifiche e la conoscenza del funzionamento del corpo, integrato con la psiche attraverso tutte le sue connessioni neurobiopsicologiche – dal momento del concepimento fino all’età adulta. Quindi anche se l’aspetto olistico della bioenergetica trova corrispondenza nelle discipline orientali, la sua natura prettamente scientifica la rende piuttosto una disciplina “ponte” tra oriente e occidente.

L’analisi bioenergetica nasce negli anni ’50 dagli studi di un medico e psicoterapeuta statunitense, Alexander Lowen, noto anche al grande pubblico – oltre che agli esperti in materia – grazie alle sue tante pubblicazioni divulgate anche in Italia e scritte con chiarezza di pensiero e semplicità di linguaggio. La disciplina affonda le sue radici nel pensiero di W. Reich, maestro di Lowen e geniale allievo di Freud alla scuola di Vienna. Tra le pubblicazioni più note, per chi fosse interessato ad una lettura (interessante e comprensibile anche ai non addetti ai lavori), ci sono “Bioenergetica”, “Il linguaggio del corpo” e “Il piacere”.

La teoria bioenergetica ha un approccio corporeo ed è basata sul presupposto che non esista una divisione di base tra la mente e il corpo, che gli stati psicologici riflettano e producano quanto accade a livello fisico e che ciò che si manifesta a livello fisico/somatico rifletta e determini, parallelamente, gli stati mentali ed emozionali. Il corpo è la nostra memoria, il nostro linguaggio che va imparato ad ascoltare – o a conoscere nuovamente.

Le nostre emozioni ed esperienze, le nostre abitudini ed i nostri traumi sono cristallizzati in una precisa e peculiare costellazione che da quando nasciamo durante tutta la nostra vita ci porta ad essere come siamo, dona forma al nostro carattere, e denota la nostra unicità ed essenza in quanto persone. Quindi la nostra psiche, dall’Io fino ai nuclei più profondi del Sé, può essere considerata, secondo un approccio olistico, tutt’uno con il nostro corpo, con la forma che ha assunto nel tempo, con quello che esprime con il suo movimento, la postura e la voce. Allo stesso modo quello che sentiamo e pensiamo, la capacità che abbiamo di provare emozioni, di esserne consapevoli, di esprimerle e padroneggiarle, possono essere visti come intrappolati nel nostro corpo.

Secondo il metodo bioenergetico possiamo accedere ai nuclei più profondi di noi stessi solo se facciamo partecipare al processo terapeutico anche il nostro corpo, ed è per questo che oltre al processo cognitivo ed emozionale la bioenergetica comprende quattro tipi di lavoro corporeo basilari, che permettono di realizzare gli scopi della terapia. Sono le esperienze di consapevolezza, gli interventi a livello fisico, l’espressione guidata e il contatto. Con il movimento, la respirazione e l’utilizzo della voce possiamo sbloccare la nostra energia e procedere in avanti per renderla più fluente. L’energia di cui si parla non è quindi qualcosa di incorporeo o magico, bensì qualcosa di concreto a cui accedere attraverso la conoscenza di sé stessi ed il lavoro psico-corporeo.

Il concetto portante su cui si basa questa teoria è quello del blocco energetico che l’ambiente (inteso come eventi, abitudini, persone, affetti, emozioni provate, traumi) ha prodotto sulla nostra energia vitale già nei primi anni della nostra vita. Da questo momento (o momenti), che possono essere rappresentati come nella figura seguente, noi abbiamo continuato a vivere con minore energia disponibile ed abbiamo utilizzato quella parte mancante come una nostra difesa (fisica o psichica)  che ci ha portato oggi ad essere come siamo, compresi i nostri blocchi, le nostre iper-attivazioni, fissazioni o stagnazioni.

Non potremmo oggi provare a liberare quelle energie che sono bloccate nel mantenimento delle nostre difese caratteriali ma che limitano la nostra possibilità di esperire a pieno la vita ed il piacere che essa ci potrebbe riservare?

Lowen, per pura esemplificazione teorica, ci fa l’esempio dei 5 diritti fondamentali, il rispetto dei quali nei primissimi anni della nostra vita determina la possibilità di arrivare a formare un carattere sano o un carattere nevrotico:

• Il diritto di esistere

• Il diritto ad avere bisogno

• Il diritto di essere autonomi

• Il diritto di affermarsi

• Il diritto di amare sessualmente.

Facciamo l’esempio estremo di un bambino molto piccolo che piange perché ha fame, utilizzando lo strumento che la sua natura biologica gli ha dato in dotazione per richiamare la madre ed essere nutrito. Supponiamo che la madre – perché non vuole o perché non può – non risponda al suo richiamo: il bambino piangerà fino a rassegnarsi e poi reprimerà quel bisogno. Quindi probabilmente da grande avrà una difficoltà a chiedere quello di cui ha bisogno, avrà bassa energia, oppure sarà preda dei suoi bisogni orali. Questo piccolo esempio può dare solo l’idea della complessa gamma e delle infinite possibilità caratteriali. La collocazione temporale del trauma subito, la durata nel tempo e la sua gravità sono diverse per ognuno di noi e per ciascuno assumono quindi una meravigliosa ed unica forma personale definita “difesa caratteriale”, composta da difese psichiche dell’Io e dalla corazza corporea.

Il metodo

La terapia ad indirizzo bioenergetico, come le altre psicoterapie, si basa sulla relazione individuale che si instaura con il terapeuta attraverso sedute di colloquio. Il lavoro è però coadiuvato dall’utilizzo di tecniche che stimolano la persona al lavoro corporeo. Attraverso il lavoro sul radicamento (grounding) unito ad altri tipi di lavoro corporeo finalizzato allo sblocco della respirazione naturale, si persegue l’obiettivo dello scioglimento delle tensioni muscolari tipiche della nostra “personale corazza”.

In sintesi l’analisi bioenergetica è una forma olistica di psicoterapia che lavora sui modelli corporei, emozionali e mentali di una persona al fine di ridurne lo stress emozionale ed aiutarla ad affrontare i suoi problemi esistenziali. È un modo per comprendere la personalità attraverso il corpo ed i suoi processi energetici.

Lo stress emozionale può derivare da tutti gli aspetti dell’esistenza: crisi familiari, lavoro, salute, amore, disagio economico e sociale, e produce stati di tensione nel corpo. Le contrazioni muscolari presenti nel corpo sono di frequente il risultato di tensioni emotive irrisolte e possono avere un effetto sul livello energetico individuale, sulla capacità di espressione spontanea e creativa della persona e sulla percezione del piacere. Ad oggi, possiamo anche affermare che trascurare le tensioni psico-emotive può portare addirittura ad ammalarsi, soprattutto in combinazione con particolari predisposizioni individuali e nell’interazione costante con ambienti inquinati sia da un punto di vista fisico che psico-emotivo. Possiamo affermare anche che terapie psicologiche adeguate possono dare un grosso contributo alla guarigione insieme alle terapie mediche, nei casi in cui queste ultime sono necessarie.

Campi di applicazione

L’analisi bioenergetica può avere diversi campi di applicazione. Alcuni, più tradizionali, sono l’ambito clinico, la psicoterapia individuale, di coppia o di gruppo per gli adulti.

L’ambito d’eccellenza è quello che comprende e si confronta con tutti i tipi di carattere nevrotico, borderline fino ai disturbi di personalità narcisistica. Disturbi psicosomatici, d’ansia, e ossessivo-compulsivi.

Altre applicazioni interessanti possono essere la primissima infanzia, il sostegno alla genitorialità nei primi 3 anni di vita di un bambino a partire dal concepimento, fasi in cui l’aggiustamento motorio generale – prerequisito fondamentale nello sviluppo cognitivo, linguistico, motorio ed emotivo – è ancora in corso ed il tipo di funzionamento del bambino è ancora al livello definito del “corpo vissuto”.

Anche le donne in gestazione posso trarre molti benefici dal lavoro corporeo bioenergetico utilizzando il grounding, il lavoro sulla respirazione ed il contatto come strumenti privilegiati per favorire un contatto con il bambino dentro la pancia, oltre a favorire la consapevolezza delle proprie emozioni, condivise a livello neurochimico con il nascituro.

Inoltre può essere molto utile per la gestione dello stress in ambito lavorativo e sportivo, trattandosi di un ottimo metodo per aumentare la consapevolezza corporea, l’assertività, la creatività, la sicurezza di sé, la fiducia nell’altro.


Dott.ssa Sara Severini, psicologa psicoterapeuta ad approccio psico-corporeo.




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